La Stanza delle donne e dei bambini

Se la porta è chiusa, “si prega di bussare e attendere”.

Oltre quella soglia una donna o un bambino potrebbero avere bisogno di aiuto: scappare da un uomo violento, provare a dimenticare la paura. Non dovranno farlo da soli: accanto a loro ci sarà una poliziotta, o un poliziotto, che conosce bene le storie di sopraffazione che si consumano in casa e sulla strada.

Dietro alla facciata austera della Questura di Asti, tra i tanti uffici in cui ogni fascicolo ha il nome e il cognome di una vita vissuta, c’è la Stanza delle donne e dei bambini. Un rifugio temporaneo, per chi fugge dalla violenza, in cui il primo verbo da coniugare è accogliere.

Per farlo, si è pensato anzitutto ai colori: arancio alle pareti e lime, a metà tra il giallo e il verde, mentre il tappeto ricorda un arcobaleno dai toni esuberanti. Le tende bianche, alle finestre, hanno disegni di vasi in fiore che richiamano alla primavera.

Mentre la mamma racconta le ragioni che l’hanno condotta fin lì, il bambino può perdersi nelle storie di volumi illustrati e scoprire i giochi che stazionano sugli scaffali della libreria. Se vorrà, potrà disegnare con le matite colorate: avrà a disposizione un tavolino, due sedie, una piccola panca sistemati sul morbido arcobaleno.

A seconda di dove deciderà di accomodarsi, la donna potrà scegliere se dialogare con il personale della Questura sul divano blu oppure alla scrivania, dove potrà trovare depliant informativi sui servizi che supportano le vittime di violenza e dove, se deciderà di firmare la denuncia contro il suo maltrattante, un computer acceso servirà per scrivere la sua testimonianza.

La donna avrà bisogno di ricordare, raccontare, ricostruire: raccontare come e fino a che punto si sopporta, ricostruire una vita umiliata. Ci sarà tutto il tempo per ascoltarla, consigliarla e garantirle protezione.

La collocazione della Stanza è tutt’altro che casuale: lo spazio, che in precedenza ha accolto le postazioni di lavoro per l’aggiornamento professionale del personale, si trova accanto all’ingresso della Divisione Anticrimine e della Squadra Mobile cui sono affidati anche i casi di maltrattamento e violenza di genere. Vicino alla porta della Stanza una targa ricorda che questo angolo di ascolto protetto è stato allestito grazie al contributo dello Zonta Club.

Per dare maggiore valore all’iniziativa e ribadire l’attenzione della Questura contro la violenza di genere è stata scelta la data del 6 dicembre 2019, giorno della presenza ad Asti del Capo della Polizia Gabrielli, chiamato a inaugurare la Stanza dove si spera possa iniziare a scriversi un nuovo futuro per donne e bambini.