Questionario per i giovani – 2022

I risultati del questionario

Scuole secondarie di secondo grado: 6408 giovani

 

Mi chiamo Giulia.
Mi senti piangere e lamentarmi, come tante altre volte, nell’appartamento accanto al tuo. Ma questa volta non è la solita litigata con il mio compagno. Questa volta le sue percosse fanno più male e io chiedo aiuto più forte, disperata, perché ho paura.
Tu senti tutto questo e pensi:

 

I soliti vicini che fanno rumore. Certo, lui è un violento. Ma, in fondo, fatti loro: 401 (6,26%).
Lei potrebbe essere in pericolo. Chiamo il 112 e chiedo di intervenire: 6007 (93,74%).

 

Mi chiamo Martina.
Sono la tua amica del cuore, a te racconto molte cose di me. Oggi non posso più portarmi dentro questo peso e ti confido anche questo: c’è un video osé su di me che il mio ex ragazzo minaccia di pubblicare in un gruppo allargato di Whatsapp. Dice che se non torno con lui, lo diffonde. Per me è un incubo, mi vergogno da morire e non so cosa fare.
Tu pensi:

 

Bisogna correre urgentemente ai ripari. Le dico che posso accompagnarla in un centro antiviolenza o dalle forze dell’ordine per capire che cosa si può fare: 5787 (90,31%).
Prima di farsi filmare poteva anche pensare alle possibili conseguenze. Se l’è cercata: 621 (9,69%).

 

Mi chiamo Fatima.
A un tavolino del bar il mio ragazzo, quando gli dico che non voglio più stare con lui, che voglio sentirmi libera, reagisce male, mi urla contro e mi prende a schiaffi. Intorno a noi c’è gente come te che guarda e ascolta, qualcuno filma con il telefonino, qualcuno fa commenti, ma nessuno si muove quando chiedo aiuto. Sono sola.
Tu pensi:

 

E’ questo il modo di trattarla? La cosa rischia di degenerare: dobbiamo isolare il ragazzo e chiamare il 112: 6140 (95,82%).
Che si sfoghino, tra un po’ si daranno una calmata: 268 (4,18%).

 

Mi chiamo Valentina.
Sono la tua compagna di banco, quella timida che ti passa i compiti di matematica. Qualche mese fa ho litigato con Veronica, la capoclasse, e da allora lei e il suo gruppo di amiche mi hanno presa di mira, deridendomi davanti a tutti, chiamandomi con nomi dispregiativi, cancellandomi dal gruppo di Whatsapp, isolandomi dalla classe. Tu sai, per avertelo raccontato, che tutto questo mi angoscia, ogni giorno faccio sempre più fatica a venire a scuola.
Tu dici:

 

Hai sbagliato a metterti contro Veronica, era chiaro che il capo era lei, adesso bisogna aspettare che le passi: 324 (5,06%).
Non puoi andare avanti così. Perché non ne parliamo con la professoressa di Italiano? Quella è una giusta, non ti lascerà sola: 6084 (94,94%).

 

Mi chiamo Alberto.
Questa, per me e Lorenzo, è la nostra prima vacanza insieme: siamo una coppia uscita alla scoperto dopo anni di vita nascosta. Finalmente abbiamo trovato il coraggio. Ma non tutti accettano di vederci passeggiare mano nella mano in riva al mare. Un gruppo di bagnanti ci stringe d’assedio e ci intima di andare via perché, urlano, “questa non è una spiaggia di gay”. Sono molto aggressivi e minacciano di passare alle vie di fatto.
Tu osservi la scena e dici:

 

Questi due giovani non stanno facendo niente di male: lasciateli in pace, non tutti la pensano come voi: 5790 (90,36%).
Ma che bisogno hanno i gay di esibire in pubblico la loro diversità?: 618 (9,64%).