Se si è vittime di violenze, maltrattamenti in famiglia, stalking, al supporto immediato, talvolta rivolgendosi al numero 1522 e i centri antiviolenza, segue l’azione giudiziaria penale o civile: nel primo caso la vittima è persona offesa dal reato, nel secondo caso è parte in un procedimento in materia di persone, minorenni e famiglie (separazione, divorzio e affidamento dei figli), in particolare nei procedimenti in cui vengono allegati abusi familiari o condotte di violenza domestica o di genere poste in essere da una parte nei confronti dell’altra o dei figli minori.
La vittima di violenza ha quindi la possibilità di rivolgersi ad avvocate o avvocati, competenti in queste tematiche, che siano in grado di seguirla e raccogliere le prove per supportare una denuncia o un procedimento civile che verta sulla separazione o sull’affidamento dei figli.
Poiché la violenza di genere può essere fisica, psicologica ed economica, al legale a cui ci si rivolge è necessario fornire elementi probatori e riscontri per la miglior difesa possibile, sia quando si deve ancora proporre la denuncia, sia nel corso del procedimento penale già instaurato, sia nel procedimento civile che riguarda la fine del rapporto di coppia o le statuizioni riguardo ai figli.
E’ necessario dettagliare, per poi allegare al meglio nella denuncia o nel ricorso civile, la narrazione non solo degli episodi violenti che oggetto della denuncia stessa o che supportano la domanda di affidamento esclusivo o super esclusivo dei figli, ma anche della vita concreta del nucleo familiare in oggetto e cioè le dinamiche relazionali complesse tra i coniugi o conviventi (ma anche le loro abitudini di vita, per esempio, le spese, gli hobbies, i tempi di permanenza in casa, i rapporti con i figli, ove presenti, e con gli altri familiari e amici, i redditi e le entrate e così via).
E’ quindi necessaria una “fotografia”, una ricostruzione più dettagliata possibile della vita familiare e relazionale e degli episodi che hanno minato il rapporto, tanto da degenerare in violenza.
Spesso è utile una sorta di diario o memoriale in cui la donna mette “nero su bianco” le criticità del rapporto, ripercorre in ordine cronologico le violenze di cui è stata vittima: questo lavoro, indubbiamente doloroso per chi lo deve esporre, ha il vantaggio non solo di aiutare il legale nella comprensione delle dinamiche e della gravità dei comportamenti denunciati, ma anche di fornire la base cronologica e contenutistica dell’atto che si andrà a redigere.
Se ci sono stati più comportamenti nel breve periodo oppure è opportuno valutare se ci siano procedimenti pendenti, il legale farà una verifica delle iscrizioni del soggetto nel Registro delle Notizie di Reato, in qualità di indagato o di persona offesa, ai sensi dell’art. 335 c.p.p.